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Fasce plantari, polpacci e tendine d’Achille: un’unica catena che può creare più problemi di quanto immagini

  • Immagine del redattore: Barbara Peretti
    Barbara Peretti
  • 17 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando si parla di tensioni ai piedi, molti pensano a un fastidio locale.In realtà, ciò che accade sotto la pianta del piede può avere conseguenze dirette sui polpacci, sul tendine d’Achille e persino sulla postura globale.

Questo perché il corpo non è fatto di pezzi isolati, ma di catene miofasciali: reti di tessuti connettivi che collegano il piede alla testa come un’unica struttura continua. La fascia plantare è una delle zone chiave di questa rete.


Fascia plantare: un "arco di sostegno" fondamentale

La fascia plantare:


  • sostiene l’arco del piede

  • assorbe gli impatti

  • distribuisce il peso durante la camminata

  • connette il tallone alla punta del piede

  • si continua verso l’alto con il tendine d’Achille e tutta la catena posteriore


Quando è elastica, il movimento è fluido.Quando si irrigidisce, il corpo inizia a compensare… e i problemi iniziano a salire verso l'alto.

Come una tensione alla fascia plantare influenza polpacci e tendine d’Achille

1. Aumenta il tiro sul tendine d’Achille

La fascia plantare è direttamente collegata al tendine d’Achille attraverso il calcagno.Se la fascia è rigida:

  • tira il tallone

  • aumenta lo stress sull’Achille

  • riduce la sua capacità di allungarsi durante la camminata

  • favorisce microinfiammazioni e tendiniti


Spesso le infiammazioni al tendine d’Achille non nascono nel tendine… ma sotto il piede.


2. Rende i polpacci più rigidi

Quando la fascia plantare perde elasticità, i muscoli del polpaccio (gemelli e soleo) devono lavorare di più per compensare la ridotta mobilità del piede


Risultato:

  • contratture frequenti

  • polpacci che “tirano”

  • riduzione della mobilità della caviglia

  • crampi o affaticamento precoce


Molte persone allungano i polpacci senza risultati perché non lavorano sulla fascia plantare.


3. Riduce la mobilità della caviglia

Una fascia plantare rigida limita la dorsiflessione, cioè la capacità del piede di “salire” verso la tibia.


Se manca questa mobilità:

  • il passo cambia

  • il carico si sposta male

  • i polpacci lavorano in modo scorretto

  • aumenta la pressione sull’Achille


È uno dei motivi principali per cui corridori e camminatori sviluppano tendiniti.


4. Crea compensi in tutto il corpo

La catena posteriore collegata alla fascia plantare comprende:

  • tendine d’Achille

  • polpacci

  • parte posteriore del ginocchio

  • ischiocrurali

  • glutei

  • fascia toracolombare

  • muscoli della schiena

  • nuca


Una tensione in basso può quindi:

  • aumentare la tensione lombare

  • cambiare la postura del bacino

  • influire sulla camminata

  • peggiorare dolori alla schiena o al collo


Il corpo è un sistema: quando una parte soffre, tutte le altre si adattano.

Come può aiutare il massaggio?

Il massaggio terapeutico è uno dei trattamenti più efficaci perché agisce proprio sulle cause principali.


1. Libera la fascia plantare

Tecniche mirate permettono di:

  • sciogliere rigidità

  • ridurre aderenze

  • migliorare la scorrevolezza dei tessuti

  • ripristinare l’elasticità dell’arco plantare


Quando la fascia “si libera”, tutto il resto della catena si rilassa.


2. Decontrae i polpacci in profondità

Il massaggio ai polpacci:

  • riduce la tensione dei gemelli e del soleo

  • migliora la circolazione

  • riduce il carico sul tendine d’Achille

  • aiuta a prevenire crampi e contratture


È spesso la parte più sottovalutata… ma quella che fa più differenza.


3. Protegge e scarica il tendine d’Achille

Un tendine infiammato ha bisogno:

  • di ridurre la trazione eccessiva

  • di migliorare l’elasticità dei tessuti vicini

  • di aumentare il flusso sanguigno nell’area


Un trattamento regolare accelera notevolmente la guarigione.


4. Migliora la postura e il passo

Lavorando su piede, polpaccio e fascia posteriore:

  • cambia il modo di camminare

  • migliora la leggerezza del passo

  • diminuisce la fatica

  • si riduce il carico su ginocchia, bacino e schiena


È un lavoro locale… con effetto globale.

Conclusione

Le tensioni alla fascia plantare non sono un fastidio isolato: possono influenzare polpacci, tendine d’Achille, postura e movimento quotidiano.Il massaggio terapeutico, soprattutto quando è mirato alle catene miofasciali, è uno strumento potente per sciogliere queste tensioni alla radice e riportare equilibrio in tutta la parte inferiore del corpo.

Liberare la fascia plantare significa liberare tutto ciò che sta sopra.

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