Come le cicatrici influiscono sul corpo: ciò che non si vede, ma che il corpo ricorda
- Barbara Peretti

- 6 giu 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Quando pensiamo a una cicatrice, immaginiamo spesso solo un segno visibile sulla pelle. In realtà, una cicatrice è molto più di questo: è un cambiamento strutturale nei tessuti, un punto in cui la continuità è stata interrotta e poi ricostruita. Il corpo “ripara”, ma la riparazione non sempre restituisce pienamente la funzione originale.
Per questo, una cicatrice può influenzare il corpo ben oltre la sua area visibile.

Perché una cicatrice non è mai solo superficiale
Una ferita attraversa diversi strati: epidermide, derma, fascia, talvolta muscoli o organi. La riparazione avviene creando tessuto fibroso – più rigido, meno elastico e meno vascolarizzato di quello originario.
Questo può tradursi in:
perdita di elasticità della pelle e dei tessuti sottostanti
aderenze tra piani cutanei e fasciali
alterazione della mobilità locale
variazione della sensibilità (ipo- o ipersensibilità)
Il risultato è un punto del corpo che “tira”, frena o dà segnali alterati.
Le aderenze: il vero nodo nascosto
Le aderenze sono piccoli ponti fibrosi che si formano tra i tessuti. Non si vedono, ma si sentono: possono limitare il movimento dei tessuti, creare tensioni, generare fastidio anche lontano dalla cicatrice.
Le aderenze possono:
disturbare la postura
ostacolare la circolazione linfatica e sanguigna
alterare la biomeccanica del movimento
generare compensi muscolari costanti
È per questo che una cicatrice sull’addome può influenzare la schiena, un taglio cesareo può dare fastidio alle anche, o una cicatrice al seno può limitare la respirazione.
Cicatrici e dolore: come si collegano
Una cicatrice può essere dolorosa per vari motivi:
• Irritazione nervosa: durante la riparazione, i nervi si ricongiungono in modo irregolare. Questo può causare formicolii, scosse, aree ipersensibili.
• Tensione fasciale: la fascia è una rete continua: se un punto è rigido, tutto il sistema compensa. È il motivo per cui cicatrici datate possono creare dolore cronico.
• Blocco del movimento: se un tessuto non scorre più bene, forza gli altri a lavorare di più → comparsa di sovraccarichi e dolori secondari.
Cicatrici e sistema linfatico: un tema spesso ignorato
Il tessuto cicatriziale può ostacolare il naturale scorrere della linfa, soprattutto in zone ricche di stazioni linfatiche:
addome
inguine
ascelle
collo
Una cicatrice in questi punti può rallentare il drenaggio, causando gonfiore, pesantezza o un senso di tensione che “non passa mai”.
Impatto emotivo e neurologico
Il corpo non è solo struttura: è memoria. Una cicatrice può essere legata a un intervento difficile, un incidente, un parto complicato. A volte il tessuto mantiene una sorta di “memoria emotiva” che influisce sulla percezione del dolore e sulla capacità di rilassare l’area.
Il lavoro manuale sulla cicatrice, se fatto con delicatezza e professionalità, aiuta anche a sciogliere questa componente.
Cosa si può fare: il trattamento delle cicatrici
Il trattamento manuale delle cicatrici può:
migliorare l’elasticità del tessuto
ridurre il dolore
liberare le aderenze
ripristinare il corretto scorrimento fasciale
migliorare la circolazione sanguigna e linfatica
normalizzare la sensibilità della zona
Si lavora sia sulla zona della cicatrice, sia a distanza, perché un tessuto può influenzarne un altro anche a centimetri (o centimetri… e anni) di distanza.
Quando trattare una cicatrice
dopo completa chiusura della ferita
quando non ci sono infezioni
anche anni dopo: una cicatrice vecchia può ancora migliorare
Molto utile dopo:
cesareo
appendicectomia
interventi addominali
interventi al seno
ricostruzioni
incidenti o lacerazioni
tagli da sport o cadute
Conclusione
Una cicatrice è un capitolo della nostra storia, ma non deve diventare una limitazione.
Trattarla significa restituire al corpo libertà di movimento, fluidità e benessere.
Anche un piccolo segno può nascondere grandi tensioni — e liberarle può fare una differenza enorme nella qualità della vita.



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